L’Europa ascoltata dagli Stati Uniti

europa ascoltata dagli stati uniti

Ieri Berlino ha ribadito il suo NO all’asilo politico a Snowden per bocca di Hans-Peter Friedrich, ministro degli interni tedesco. Le sue motivazioni sono che la talpa non è un perseguitato politico. Lo sostiene anche il ministro degli esteri Guido Westerwelle che dichiara “Una buona collaborazione con gli Stati Uniti è insostituibile”. Queste le dichiarazioni che arrivano dopo la bufera che si è scatenata nell’ultimo periodo in seguito alla scoperta che 35 leader mondiali venivano spiati dagli Stati Uniti.

La Merkel, appena saputa la notizia, ha subito telefonato alla casa bianca chiedendo spiegazioni, e sottolineando che, se le intercettazioni erano state fatte davvero, questo sarebbe stata una grave violazione della fiducia e che erano totalmente inaccettabili. La Nsa (National Security Agency) avrebbe usato le ambasciate americane per spiare i leader, in particolare l’ambasciata statunitense a Berlino, che si trova a due passi dal Reichstag (il parlamento). Le antenne per captare le telefonate sono state nascoste sotto finti sbocchi dell’aria sui tetti delle ambasciate.

In realtà i leader europei sapevano benissimo che i propri cittadini venivano spiati da tempo, ma come si sa finché la questione non ci tocca direttamente tendiamo ad avvallarla ed accettarla. In uno stato democratico i leader dovrebbero interessarsi dei propri cittadini. In Italia si sapeva da molto tempo che venivamo continuamente spiati, ma non è mai stato fatto niente per impedirlo. Romano Prodi ha dichiarato che già dieci anni fa, da presidente della commissione europea, venne a sapere di essere finito nella rete di “Echelon” progenitore di Prism, il “grande orecchio”. Di un altra idea il ministro degli esteri Emma Bonino, che fa sapere, in data 25/10/2013, che i vertici Italiani non sono mai stati spiati. Meglio far finta di niente che doversi prendere le responsabilità delle cose che accadono. Probabilmente questa storia era già nota da tempo, e adesso che tutti ne sono venuti a conoscenza i vertici devono tentare di continuare a tenerla nascosta.

La tecnologia per lo spionaggio è stata ampliata dagli Stati Uniti inseguito all’attacco alle torri gemelle avvenuto l’11 settembre 2001.  Quando si hanno dei mezzi così potenti e facile essere tentati a farli fruttare al massimo, anche quando, come dichiarato dal famoso politologo statunitense Michael Brenner, le imbarazzanti conseguenze sul piano diplomatico lo sconsiglierebbero.

Alla fine di tutta la storia quello che ci sta rimettendo, oltre a noi cittadini, e colui che ci ha permesso di scoprire questo enorme “grande fratello”, ovvero Edward Snowden, che al momento si trova in Russia in luogo imprecisato.

Le 7 regole per fissare l’obiettivo per dimagrire

“Beh – mi dicono alcune persone – che scoperta! lo so che dovrei perdere 20 kg! L’obiettivo lo conosco, sono qui perché tu me li faccia perdere”.

Vi assicuro che questo approccio, anche se molto diffuso, non porta a nessun risultato. Ci sono almeno tre errori gravi nella formulazione di questo obiettivo, oltre al fatto che mancano diversi element essenziali. Innanzitutto l’obiettivo va sempre definito in positivo, e quindi identificando quale livello di forma fisica vuoi raggiungere, e non sottolineando i kg che vuoi perdere. Se poi al posto dei Kg prendi altri riferimenti, come ad es la taglia, sarà sicuramente meglio. Il secondo errore è meramente linguistico. Il verbo “devo”, peggio ancora se espresso come “dovrei” è assolutamente negativo e genera automaticamente una forte resistenza a livello mentale. Ben diverso da dire “io voglio arrivare a pesare x Kg” o meglio ancora “io voglio vestire la taglia y”.

Infine è evidente che io non posso far dimagrire nessuno, posso solo aiutare le persone a trovare le migliori strategie per dimagrire.

Detto questo voglio condividere con te un principio per la determinazione di un corretto obiettivo. Ce ne sono tanti di schemi logici, e li trovi illustrati anche nel mio corso, ma oggi voglio condividere con te quello che ho letto in un libro del grande Brian Tracy*. Si adatta ottimamente al lavoro da fare per dimagrire.

Il metodo di Brian Tracy per definire obiettivi di successo, adattato al dimagrire.

  1. DECIDI COSA VUOI OTTENERE: ecco qui definisci esattamente come vuoi diventare (taglia, peso, girovita, aspetto, ecc.). Scrivilo sul tuo diario.
  2. STABILISCI UN TERMINE per raggiungere l’obiettivo. Identifica la data entro a quale vuoi raggiungerlo e segnala in agenda.
  3. FAI UNA LISTA di tutto ciò che devi fare per raggiungere l’obiettivo. Man mano c he ti vengono in mente cose nuove aggiungile alla lista fino a completarla. Qui puoi identificare componenti e competenze relative alle tre aree: mentale, allenamento fisico e alimentazione.
  4. DEFINISCI LE FASI OPERATIVE: PRIORITA’ E SEQUENZIALITA’: organizza la tua lista in base alle priorità e alla sequenzialità con cui applicare le varie parti.
  5. IDENTIFICA OSTACOLI O LIMITI. Scrivi i limiti esterni e interni che potrebbero impedirti di raggiungere il tuo obiettivo. Chiediti “Perché non ho già raggiunto questo obiettivo? Identificati i principali limiti, concentrati su come rimuoverli.
  6. FAI SUBITO QUALCOSA finalizzato al raggiungimento del tuo obiettivo. Fai pure la prima cosa che ti viene in mente, ma falla subito, in modo da mettere in moto il processo di realizzazione.
  7. FAI QUALCOSA OGNI GIORNO che ti porti in direzione del tuo obiettivo. Prendi l’abitudine di iniziare la giornata pensando a cosa fare oggi per avvicinarti al’obiettivo. E poi la sera chiediti, prima di addormentarti, cosa hai fatto oggi di positivo.

Sicuramente con un settaggio così ben fatto dell’obiettivo sarà facile identificare e adottare quelle abitudini che ti porteranno diritto alla realizzazione del tuo obiettivo. E anche qui potremo utilizzare i grand insegnamenti di Brian Tracy. Resta collegato e nei prossimi articoli lo condividerò con te.

buon dimagrimento

Velocizzare la navigazione con qualsiasi browser

La maggior parte delle persone, trascorre molto tempo in rete, ma in alcune situazione, la maggior parte di questo è attendere il caricamento delle pagine web. E’ doveroso precisare che la velocità di navigazione dipende relativamente dal browser, nel senso che fondamentalmente è la linea tramite la quale ci si connette, che stabilisce i tempi di caricamento; oltre a questo, prima del software stesso, influisce anche il computer in utilizzo, infatti un sistema antiquato può rallentare l’esperienza utente in rete. Superati i primi, anche i browser determinano la velocità di navigazione, tuttavia, oltre alle innumerevoli guide disponibili, in quest’articolo vi proponiamo un semplice metodo disponibile per tutti i software di navigazione attualmente in commercio.

Il tutto può essere eseguito, grazie all’utilizzo di un semplicissimo programma di nome DNSJumper; distribuito in maniera completamente gratuita, in lingua inglese, e scaricabile dal link che trovate in fondo all’articolo. Tramite il suo utilizzo, vengono modificati i server DNS a cui il browser si collega; un server di questo tipo sono “traduttori” dell’indirizzo testuale scritto nella relativa barra, in un IP a cui collegarsi.

Per una maggiore velocità di navigazione, potrebbe risultare interessante riuscire ad utilizzare i DNS in grado di compiere più rapidamente il proprio lavoro. Il compito di DNSJumper è proprio questo, dopo aver estratto il file .EXE dall’archivio precedentemente scaricato, non resta che avviarlo (non è richiesta l’installazione).

La prima operazione da compiere, è specificare la scheda di rete attualmente in utilizzo; pertanto, alla voce Select Network Card, selezionate quella presente sul vostro sistema.

Esattamente al di sotto del precedente campo, trovate Choose a free DNS Service; modificandolo, è possibile scegliere un servizio DNS piuttosto che un altro. Al fine del nostro scopo, personalmente, vi posso consigliare di lasciare Default.

Terminate le modifiche, non resta che effettuare la ricerca, cliccando Fastest DNS. Da questo momento, il software verifica la velocità di connessione di tutti i server del database esprimendola in millisecondi; al termine della procedura, esso conosce quello più rapido e, cliccando Apply DNS, vi permette di impostarlo nelle vostre opzioni internet.

Le modifiche sono terminate, è ora possibile iniziare a navigare in rete, con una maggiore velocità. La guida qui proposta è compatibile con qualsiasi versione di Windows, da XP a 7, indipendentemente dall’architettura del calcolatore, a 32 o 64 bit.

Zupp e Latt Alla Napoletana

zupp e latt

 

La Zupp e Latt è un piatto della tradizione napoletana, è un piatto incredibilmente gustoso. La ricetta dello Chef Davide Oldani è un equilibrio perfetto dei contrasti.

Ingredienti

Per il pane

200 g di fette di pane a lievitazione naturale
200 ml di latte scremato
30g di cacao

Per il gelato

300ml di latte
50ml di panna
18 g latte in polvere
70g di zucchero zefiro
Chicchi di caffè

Per la finitura

2g di scaglie di sale grosso
20g di fave di cacao amaro
4g di caffè in polvere

Preparazione

Per il pane

Tagliamo il pane a fette e mettiamo da parte, in un contenitore di vetro, la crosta. Caramelleremo poi un lato delle fette di pane nello zucchero Zefiro 100% Italiano, già messo a scaldare in padella.
Una volta che le fette saranno caramellate andremo a tagliarle a pezzettini per poi inserirle nel nostro dolce.

I ritagli delle croste invece andranno inzuppati con il latte, a cui si aggiunge il cacao a pioggia. Il composto va lasciato a marinare per circa 40 minuti. Dopo di che l’impasto va frullato, icosì da ottenere una crema di pane, la base di questo buonissimo dolce.

Per il gelato

Quello che ci prepariamo a fare è un gelato chiaro al caffè.
Si comincia il composto unendo panna e latte, poi si aggiunge Zefiro, latte in polvere e infine i chicchi di caffè. Una volta aggiunti tutti gli ingredienti, il composto va lasciato bollire per un minuto circa (non di più), poi la pentola verrà coperta e si lasceranno i chicchi in infusione. Prima di mettere a mantecare, il composto sarà filtrato e il colore del gelato rimarrà bianco, ma profumato al caffè e questo è il motivo per cui parliamo di gelato chiaro al caffè.

Per la schiuma di latte

La schiuma di latte non è altro che un latte magro montato con una planetaria che ci farà avere un effetto cappuccino. Per realizzarla al meglio è caldamente consigliato l’uso di un montalatte. Se non avete idea di quale acquistate, qui trovare la lista di tutti gli elettrodomestici da cucina presenti sul mercato, date un’occhiata per trovare quello giusto: http://www.primariepd2013.it/recensioni-elettrodomestici-da-cucina

Per la finitura

Disporre in un bicchiere la crema di pane, aggiungere quindi il pane caramellato, le fave di cacao amaro e il gelato. Il segreto di questo dolce, tra cucina e pasticceria, sono le scaglie di sale da inserire tra il gelato e la schiuma di latte: è l’armonia dei contrasti. Per finire una spolverata di caffè e il piatto è finito.

Il caos sulla questione Muraro


Continua a far parlare di sé l’amministrazione romana diretta dalla sindaca Virginia Raggi, del M5S; dopo le cinque dimissioni arrivate in poche ore, infatti, è adesso il caso dell’assessora Paola Muraro, indaga per traffico illecito di rifiuti, abuso d’ufficio e truffa, a farla da padrone sui rotocalchi nazionali. La situazione è diventata sempre più complessa soprattutto a causa della poca trasparenza avuta dal Movimento 5 Stelle nella gestione del caso che ha fatto mancare una versione dei fatti univoca e permesso alla stampa del paese di pubblicare diverse indiscrezioni e ricostruzioni dalla dubbia affidabilità.

Paola Muraro è stata iscritta al registro degli indagati lo scorso 21 aprile per alcuni fatti contestati che sarebbero avvenuti nel corso dei 12 anni nei quali era consulente di AMA, l’azienda che gestisce la raccolta rifiuti della capitale; successivamente, l’assessora avrebbe richiesto, vedendoselo negato per due volte, l’accesso agli atti; la terza richiesta veniva invece esaudita il 18 luglio, e in quell’occasione la Muraro apprendeva di essere sotto indagine. Quando accadeva questo, aveva già avuto la sua nomina per il ruolo istituzionale a Roma, che era arrivata il 7 luglio. E’ da qui in poi che le cose si fanno abbastanza confuse, per via delle diverse versioni messe in campo. Durante l’audizione che ha avuto luogo ieri, 5 settembre, presso la commissione parlamentare di inchiesta sulle Ecomafie, sia Virginia Raggi che Paola Muraro hanno ammesso di essere a conoscenza dell’indagine ai danni di quest’ultima appunto dal 18 luglio.

Il primo problema sorge quindi sulle dichiarazioni della sindaca che, il 10 agosto, aveva dichiarato ai microfoni del Tg1 che l’eventualità di un avviso di garanzia per la Muraro “è un’ipotesi al momento irreale. Se si dovesse verificare valuteremo”; su questa differenza ha giocato molto quanto sostenuto sia da Raggi che da Muraro nel corso dell’audizione, marcando il più possibile la differenza fra un avviso di garanzia, che è la comunicazione che il pm invia alla persona indagata quando il pm compie un atto a cui l’indagato ha diritto o l’obbligo di assistere, e la procedura di accesso agli atti seguita invece dalla Muraro. Tuttavia, l’accusa che molti muovono verso la sindaca, è quella di non aver informato il M5S né il pubblico della situazione della Muraro anche dopo averla appresa; il direttore de ilfattoquotidiano.it, in un articolo di oggi, ha invitato Raggi a smettere “di giocare sulle parole” e di “presentarsi in consiglio comunale e ammettere il suo grave errore” chiedendo scusa agli elettori.

Un’altra questione spinosa sull’argomento è la discussione nata su quanto i vertici del movimento sapessero della vicenda Muraro. La sindaca, in prima istanza, aveva infatti dichiarato di aver informato, appena appresso delle indagini a carico di Muraro, i vertici del partito, il così detto direttorio, composti da Luigi De Maio, Alessandro Di Battista, Carla Ruocco, Carlo Sibilia e Roberto Fico ; questi ultimi, tuttavia, hanno risposto a queste dichiarazioni negando di essere mai venuti a conoscenza della vicenda aggiungendo di non aver saputo per tempo neanche che Muraro avesse fatto richiesta di accesso agli atti. A quel punto, Raggi ha corretto il tiro dicendo di aver avvertito “alcuni parlamentari” del Movimento, facendo i nomi di Paola Taverna e Stefano Vignaroli e citando poi “un eurodeputato e di un consigliere regionale” senza farne i nomi; tuttavia, sia Taverna che Vignaroli hanno negato a loro volta di essere stati informati.